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Cenni storici


Pandino si trova nel territorio un tempo occupato dal leggendario lago Gerundo, zona caratterizzata da boschi, acquitrini e paludi da cui emersero isolotti di terra che, aggregandosi, diedero luogo alla Gera d’Adda. Le testimonianze circa l’origine di Pandino sono esigue; solo a partire dal XII° secolo (precisamente nel 1186) il suo nome compare in un atto di donazione di alcuni castelli situati fra i fiumi Adda e Oglio da parte di Federico Barbarossa ai milanesi. Il nome Pandino deriva da una delle tante famiglie Pandini documentate dal X secolo in poi.
Nel Medioevo il territorio dove sorgeva Pandino fu soggetto alla Signoria dei Visconti di Milano. Bernabò Visconti e la moglie Regina della Scala vi fecero costruire nel 1355 il castello, come residenza di campagna per la caccia. Nel 1400 viene a trovarsi ai confini con la Repubblica di Venezia, in posizione strategica: è a questo periodo che risale la costruzione della cinta muraria della quale rimangono alcune tracce.
Nel tempo divenne proprietà di varie famiglie della zona e non (Sanseverino e Duarte), fino al 1552 quando fu acquistato dai D’ADDA che ne conservarono la proprietà fino al 1947 quando l’acquistò il Comune di Pandino iniziandone il recupero e il restauro delle ali settentrionale e occidentale e riportando alla luce gli antichi dipinti. Oggi il castello ospita gli uffici del Comune, la Biblioteca e il Convitto della Scuola Casearia e si può ammirare e visitare. Il Comune di Pandino comprende due frazioni inglobate definitivamente nel 1868: Nosadello e Gradella.

VISITE GUIDATE AL CASTELLO

GRADELLA: UNO DEI BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA

ITINERARIO TURISTICO DIDATTICO

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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